Il blocco dei diesel Euro 5 non è scattato il 1° ottobre 2026: è stato rinviato di un anno, al 1° ottobre 2027.
Lo stabilisce il decreto-legge n. 167 del 28 settembre 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 225 del 28 settembre 2026, che sposta di dodici mesi il termine entro cui Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna devono prevedere le limitazioni strutturali alla circolazione. La proroga riguarda le autovetture e i veicoli commerciali delle categorie N1, N2 e N3 alimentati a gasolio e classificati Euro 5.
In pratica, dal 1° ottobre non è cambiato nulla, nemmeno in Lombardia, che era l’unica Regione rimasta con il blocco confermato. Restano comunque in vigore le limitazioni già esistenti, le ZTL comunali e i provvedimenti antismog di emergenza. Qui sotto trovi il quadro completo, Regione per Regione.
Come ci siamo arrivati: quattro decisioni in tre settimane
L’Emilia-Romagna ha sospeso il blocco l’11 settembre, sostituendolo con misure alternative. Il Veneto ha approvato il rinvio al 2027 con il voto del Consiglio regionale del 15 settembre. Il Piemonte aveva già superato il blocco strutturale a luglio, con l’aggiornamento del Piano regionale per la qualità dell’aria.
Restava la sola Lombardia, dove la limitazione sarebbe partita il 1° ottobre nelle aree urbane di Milano, Brescia, Monza e Bergamo. Il decreto nazionale è intervenuto anche lì, allineando tutte e quattro le Regioni al 2027.
La disciplina riguarda le Regioni del Bacino Padano: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. La norma nazionale del 2023 aveva fissato l’avvio delle limitazioni al 1° ottobre 2025. Un primo intervento del 2025 lo aveva spostato al 1° ottobre 2026, alzando anche da 30.000 a 100.000 abitanti la soglia demografica dei Comuni interessati. Il decreto del settembre 2026 rappresenta quindi il secondo rinvio consecutivo.
La motivazione indicata dal Governo è la necessità di riconoscere alle Regioni un periodo aggiuntivo per definire e attuare misure alternative, evitando nel frattempo ripercussioni sulla mobilità dei cittadini e sulla continuità dei servizi di trasporto. Secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture, in Italia circolano circa 3,5 milioni di autovetture e 600.000 veicoli commerciali diesel Euro 5, di cui oltre 1,2 milioni di auto e 200.000 mezzi da lavoro nel solo Bacino padano.
Due passaggi da tenere presenti
Il decreto-legge è in vigore dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma deve essere convertito in legge dal Parlamento entro sessanta giorni, con possibili modifiche durante l’iter.
Inoltre, in Lombardia la limitazione è disposta da una delibera della Giunta regionale, che va aggiornata di conseguenza. Prima di programmare spostamenti nelle aree interessate conviene verificare la situazione aggiornata sul sito di Regione Lombardia.
Per chi utilizza l’auto ogni giorno, il rinvio sposta la scadenza ma non cambia la direzione: la domanda resta quanto il veicolo resterà compatibile con i propri spostamenti nei prossimi anni.
Blocco Diesel Euro 5: cosa cambia con il rinvio al 2027
Il tema riguarda soprattutto le autovetture diesel Euro 5, cioè molte auto immatricolate indicativamente tra il 2011 e il 2015. Parliamo di vetture ancora molto diffuse sulle strade italiane e perfettamente funzionanti, ma progressivamente più esposte alle limitazioni ambientali nei centri urbani.
Il punto non è: “Posso ancora guidarla?”.
Il punto è: “Dove posso guidarla, in quali giorni, in quali orari e con quali deroghe?”.
La norma nazionale di riferimento è il decreto-legge n. 121 del 2023, convertito dalla legge n. 155 del 2023 e successivamente modificato dal decreto-legge n. 73 del 2025, convertito dalla legge n. 105 del 2025. Le modifiche del 2025 avevano rinviato la scadenza al 1° ottobre 2026 e portato da 30.000 a 100.000 abitanti la soglia demografica prevista per l’applicazione prioritaria, che resta collegata anche alla presenza di un adeguato servizio di trasporto pubblico locale e al superamento dei valori limite di PM10 o NO2.
Il decreto-legge n. 167 del 28 settembre 2026 interviene proprio su quel termine, sostituendo la data del 1° ottobre 2026 con quella del 1° ottobre 2027.
Resta ferma la possibilità, già prevista dalla disciplina, che le Regioni prescindano dal blocco strutturale inserendo nei propri piani per la qualità dell’aria misure compensative idonee a garantire livelli equivalenti di riduzione delle emissioni. Tre Regioni su quattro avevano già scelto questa strada prima del rinvio nazionale.
Il risultato pratico è che nessuna delle quattro Regioni applica il blocco strutturale dei diesel Euro 5 nella stagione in corso.
Regione per regione: la situazione dopo il decreto
Questa è la situazione aggiornata al 2 ottobre 2026, dopo le decisioni regionali di settembre e il decreto-legge nazionale.
| Regione | Stato al 2 ottobre 2026 | Cosa prevede |
|---|---|---|
| Lombardia | Rinviato al 2027 | Era l’unica Regione con il blocco confermato dal 1° ottobre 2026 nelle aree urbane di Milano, Brescia, Monza e Bergamo, dal lunedì al venerdì dalle 7:30 alle 19:30. Il decreto-legge n. 167 sposta l’avvio al 1° ottobre 2027; la limitazione è però disposta da una delibera di Giunta regionale, che deve essere aggiornata di conseguenza. Resta attivo il sistema MoVe-In per le classi ambientali già soggette a limitazione. |
| Piemonte | Blocco evitato | Il nuovo Piano regionale per la qualità dell’aria ha previsto misure compensative alternative e ha sancito il superamento del blocco strutturale dei diesel Euro 5. Secondo la Regione, il provvedimento avrebbe interessato oltre 307.000 veicoli nell’area metropolitana di Torino e a Novara. Tra le misure alternative figurano incentivi legati all’utilizzo di biocarburanti. |
| Veneto | Rinviato al 2027 | Il Consiglio regionale ha approvato il 15 settembre 2026 la legge che sposta l’applicazione delle limitazioni al 1° ottobre 2027, subordinandola all’adozione di misure compensative idonee a ridurre le emissioni in coerenza con gli obblighi europei. Tra le misure indicate dalla Regione figurano incentivi e l’estensione dello smart working nel pubblico impiego. |
| Emilia-Romagna | Sospeso | La Regione ha sospeso il blocco strutturale l’11 settembre 2026, sostituendolo con un pacchetto di misure alternative che, secondo l’amministrazione, garantisce una riduzione delle emissioni superiore a quella ottenibile con la limitazione. Tra gli interventi figura il posticipo al 1° novembre dell’accensione degli impianti di riscaldamento civile nelle aree di pianura. La limitazione era prevista dall’articolo 15 della legge regionale n. 9 del 28 luglio 2026, che consente ai Comuni interessati di prescindere dalla sua applicazione. |
Perché su questo tema trovi informazioni contraddittorie
Il quadro è cambiato quattro volte nel giro di tre settimane, e diverse testate hanno pubblicato prima del decreto nazionale. Informazioni corrette il 20 settembre risultavano superate il 25. Prima di prendere una decisione sulla tua auto, controlla sempre la data della notizia e verifica anche il sito della Regione e del Comune in cui devi effettivamente circolare.
Il rinvio non è una cancellazione
La scadenza si sposta al 1° ottobre 2027, ma l’obiettivo europeo di riduzione delle emissioni resta. Il tempo guadagnato serve alle Regioni per definire misure alternative, non a far cadere la questione.
Per chi ha un diesel Euro 5 significa avere un anno in più per valutare con calma, non un problema risolto.
Euro 5 diesel: fino a quando possono circolare?
Non esiste una data nazionale oltre la quale un diesel Euro 5 smette automaticamente di poter circolare in tutta Italia. Il veicolo resta immatricolato e può continuare a essere utilizzato dove non sono presenti specifiche limitazioni: cambiano soprattutto dove e quando puoi usarlo.
Con il rinvio, per l’intera stagione 2026-2027 le autovetture diesel Euro 5 non sono soggette al blocco strutturale in nessuna delle quattro Regioni del Bacino padano. Restano però valide le discipline comunali specifiche, le ZTL, le aree a traffico limitato e i provvedimenti emergenziali antismog, che in alcune città coinvolgono anche gli Euro 5 nei giorni di allerta.
In Lombardia era inoltre previsto un calendario progressivo per le altre categorie di veicoli Euro 5, con l’estensione alle categorie M2, N1 e N2 dal 2027 e alle restanti categorie dal 2028. Il decreto nazionale interviene sul termine di partenza, quindi l’intero calendario va riletto alla luce della nuova data: sono attesi i provvedimenti regionali di adeguamento.
La categoria M2 comprende veicoli per il trasporto di persone con più di otto posti oltre a quello del conducente e massa massima fino a 5 tonnellate. Le categorie N1, N2 e N3 riguardano invece veicoli destinati al trasporto merci, di massa crescente.
Se ti stai chiedendo se convenga tenere l’auto ancora per alcuni anni, è più utile osservare l’evoluzione delle regole nel territorio in cui la utilizzi davvero, tenendo presente che negli ultimi tre anni la scadenza è stata spostata due volte ma mai eliminata.
Quali auto sono coinvolte dalle limitazioni Euro 5
Per le autovetture, le limitazioni di cui si parla riguardano i veicoli diesel di classe ambientale Euro 5. Per i normali veicoli passeggeri, lo standard Euro 5 è diventato necessario per le nuove immatricolazioni a partire dal 1° gennaio 2011; dal settembre 2015 è poi entrato a regime lo standard Euro 6 per i nuovi veicoli. Per questo molti diesel Euro 5 sono stati immatricolati indicativamente tra il 2011 e il 2015, anche se possono esistere eccezioni.
Il rinvio deciso a settembre 2026 riguarda sia le autovetture sia i veicoli commerciali delle categorie N1, N2 e N3, quindi interessa anche artigiani, imprese e flotte aziendali.
Per capire se la tua auto è coinvolta, controlla la classe ambientale sul libretto di circolazione, generalmente indicata nel campo V.9, oppure effettua una verifica tramite targa sul Portale dell’Automobilista. L’anno di immatricolazione è un’indicazione utile, ma non è sufficiente per stabilire con certezza la classe Euro.
Non sai qual è la classe Euro della tua auto?
Puoi verificare online la classe ambientale tramite la targa sul Portale dell’Automobilista.
Questa verifica è utile soprattutto se stai pensando di acquistare un’auto usata, vendere la tua o valutare un passaggio al Noleggio Lungo Termine.
MoVe-In: la deroga chilometrica e come funziona
MoVe-In, acronimo di Monitoraggio dei Veicoli Inquinanti, è un sistema che, nei territori in cui è attivo, permette di sostituire le normali limitazioni basate su giorni e fasce orarie con un tetto massimo di chilometri percorribili all’interno dell’area interessata.
Con il rinvio del blocco Euro 5 il servizio resta rilevante soprattutto per le classi ambientali già soggette a limitazione, come i diesel Euro 4, e tornerà centrale per gli Euro 5 alla nuova scadenza.
Il funzionamento si basa su una scatola nera installata a bordo, che rileva le percorrenze attraverso un collegamento satellitare. Il chilometraggio disponibile varia in funzione della categoria e della classe ambientale del veicolo.
Un aspetto importante è che, una volta aderito, il monitoraggio chilometrico avviene tutti i giorni e a tutte le ore all’interno del perimetro interessato: vengono quindi conteggiati anche i chilometri percorsi in momenti nei quali, senza MoVe-In, la normale limitazione temporale non sarebbe attiva.
Puoi consultare le condizioni aggiornate sul portale MoVe-In della Regione Lombardia .
Attenzione: MoVe-In non è un lasciapassare universale
L’adesione al servizio regionale non autorizza automaticamente l’accesso a qualsiasi ZTL comunale. Il Comune di Milano, però, rappresenta un caso specifico: Area B dispone di un sistema MoVe-In integrato, con proprie condizioni e proprie soglie chilometriche. L’adesione non dà invece diritto, per esempio, ad accedere automaticamente ad Area C, alle aree pedonali o alle corsie riservate.
Anche nelle altre Regioni bisogna verificare le condizioni locali. In Veneto, per esempio, MoVe-In non consente di circolare durante le domeniche ecologiche; possono inoltre continuare ad applicarsi le misure emergenziali previste in caso di elevato inquinamento.
Una volta esaurito il chilometraggio assegnato, non è più possibile utilizzare la deroga nell’ambito interessato fino alla conclusione del periodo di validità previsto dal servizio. Prima di aderire conviene quindi verificare attentamente soglia disponibile, area geografica coperta e modalità di conteggio.
Per chi entra occasionalmente nelle aree soggette a limitazione, MoVe-In può rappresentare una soluzione utile. Per chi percorre molti chilometri ogni giorno, invece, il plafond può essere meno adatto: la convenienza va valutata sulla base delle proprie percorrenze reali.
Cosa si rischia circolando in una zona vietata
Anche con il blocco Euro 5 rinviato, restano in vigore le limitazioni già attive su altre classi ambientali, le ZTL e i provvedimenti emergenziali. Vale quindi la pena sapere cosa si rischia.
Per la violazione delle limitazioni alla circolazione legate alla categoria emissiva del veicolo, l’articolo 7 del Codice della strada prevede una sanzione amministrativa da 168 a 678 euro. In caso di reiterazione della violazione nel biennio è prevista anche la sospensione della patente da 15 a 30 giorni.
Le violazioni relative a ZTL, corsie riservate o altre discipline comunali possono invece seguire regole sanzionatorie differenti, così come possono variare le sanzioni previste dalle singole leggi regionali. Per questo è importante distinguere il blocco ambientale regionale dalle limitazioni specifiche del singolo Comune.
Dove sono presenti sistemi elettronici autorizzati, l’accertamento può avvenire automaticamente tramite varchi o altri strumenti di controllo. Eventuali periodi transitori, deroghe o modalità particolari devono essere verificati nel provvedimento locale applicabile.
Cosa resta comunque in vigore dal 1° ottobre
Il rinvio riguarda il blocco strutturale dei diesel Euro 5, non l’intero sistema di regole sulla qualità dell’aria. Restano quindi operative diverse limitazioni.
Classi precedenti
Le limitazioni già in vigore per Euro 4 diesel e classi inferiori non sono toccate dal rinvio.
ZTL e Aree comunali
Area B, Area C e le ZTL delle altre città seguono regole proprie, indipendenti dal decreto.
Allerta smog
Nei giorni di superamento dei limiti, le misure emergenziali possono coinvolgere anche gli Euro 5.
Il problema principale, quindi, resta la prevedibilità dell’utilizzo.
Per chi dipende dall’auto ogni giorno, un rinvio annuale sposta la scadenza ma non elimina l’incertezza: la stessa situazione si ripresenterà nell’autunno 2027.
Il vero rischio: comprare oggi un’auto che domani potrebbe limitarti
Quando si parla di blocco Euro 5, spesso ci si concentra solo sulla multa o sul divieto di accesso. Ma c’è un altro aspetto da considerare: il valore e la rivendibilità dell’auto.
Un diesel Euro 5 può essere ancora comodo, affidabile e conveniente nel breve periodo. Tuttavia, se vivi o lavori in un’area destinata a essere soggetta a restrizioni, l’interesse del mercato locale per questi veicoli può diminuire con l’avvicinarsi della scadenza. Automoto.it ha affrontato proprio il possibile impatto delle limitazioni sulla rivendibilità delle vetture coinvolte.
Il dubbio da porsi
Ha ancora senso immobilizzare capitale per un’auto che, nei prossimi anni, potrebbe diventare più difficile da utilizzare o da rivendere nella zona in cui vivi?
La risposta dipende naturalmente dal prezzo di acquisto, dalle percorrenze, dalla durata prevista del possesso e dal territorio in cui utilizzerai il veicolo.
Si può convertire un diesel Euro 5 in Euro 6?
Non esiste una procedura generale che permetta di trasformare automaticamente qualsiasi diesel Euro 5 in un veicolo Euro 6 semplicemente installando un componente aftermarket.
Esistono interventi di retrofit, dispositivi omologati per la riduzione di determinate emissioni e trasformazioni dell’alimentazione, ma il loro effetto sulla classificazione ambientale e sulle possibilità di circolazione dipende dall’omologazione specifica, dal modello del veicolo, dall’eventuale aggiornamento della carta di circolazione e dalle regole applicate nel territorio.
Prima di sostenere una spesa è quindi fondamentale chiedere all’installatore quale omologazione possiede il sistema, se l’intervento comporta un aggiornamento dei dati del veicolo e, soprattutto, quale classe o deroga risulterà effettivamente riconosciuta dopo la modifica. Installare un filtro o un dispositivo di abbattimento delle emissioni non significa, da solo, trasformare automaticamente il veicolo in un Euro 6.
Con il rinvio al 2027 c’è più tempo per valutare: motivo in più per non farsi prendere dalla fretta e verificare bene cosa si sta acquistando.
Il conto da fare
Prima di investire su un’auto che ha già diversi anni, confronta il costo dell’intervento, la manutenzione futura e il valore residuo con il costo di passare a un veicolo più recente.
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Perché il Noleggio Lungo Termine può aiutare
Il Noleggio Lungo Termine non elimina le regole del traffico e non rende un’auto immune da qualsiasi futura limitazione. Offre però un vantaggio concreto: permette di utilizzare un veicolo recente e di evitare di restare legati per molti anni alla proprietà di un’auto che potrebbe diventare meno adatta ai propri spostamenti.
Con il Noleggio Lungo Termine puoi scegliere un’auto più recente, Euro 6, ibrida o elettrica in base alle tue reali esigenze di mobilità. A parità di utilizzo, un veicolo più recente è generalmente meno esposto alle limitazioni ambientali rispetto a un diesel di classe precedente.
Ma il vantaggio non è soltanto normativo. Può essere anche economico e organizzativo.
Con l’acquisto tradizionale restano a tuo carico il valore residuo, la futura rivendita e i costi di gestione del veicolo. Con il Noleggio Lungo Termine utilizzi invece l’auto per un periodo definito e, alla conclusione del contratto, puoi passare a un modello più aggiornato senza dover gestire direttamente la vendita dell’usato.
In un contesto in cui le scadenze normative vengono spostate ma non eliminate, la possibilità di aggiornare periodicamente il veicolo può diventare un vantaggio importante.
Acquisto o Noleggio Lungo Termine: cosa cambia con i blocchi Euro 5
| Aspetto | Acquisto auto usata o di proprietà | Noleggio Lungo Termine |
|---|---|---|
| Rischio blocchi | Se il veicolo diventa soggetto a nuove limitazioni, devi decidere se continuare a utilizzarlo o sostituirlo | Puoi scegliere fin dall’inizio un veicolo più recente e meno esposto alle restrizioni |
| Svalutazione | Il valore dell’auto può risentire dell’evoluzione delle limitazioni | Non devi gestire direttamente la rivendita dell’auto a fine contratto |
| Aggiornamento tecnologico | Dipende da quando decidi e riesci a sostituire il veicolo | A fine contratto puoi scegliere un modello più recente |
| Costi di gestione | Assicurazione, manutenzione e altri servizi vengono normalmente gestiti separatamente | Il canone può includere i servizi previsti dal contratto |
| Libertà di scelta futura | Per cambiare auto devi vendere, permutare o comunque gestire il veicolo di proprietà | Alla scadenza puoi rivalutare modello, alimentazione e percorrenza |
Il vero cambio di prospettiva è questo: oggi l’auto non è soltanto un bene da acquistare. È uno strumento di mobilità che deve restare compatibile con città, normative, abitudini di guida e budget.
La mobilità cambia: meglio restare flessibili
La vicenda dei diesel Euro 5 mostra una tendenza chiara: la scadenza è stata spostata due volte in tre anni, ma non è mai stata cancellata. Le politiche per la qualità dell’aria continuano a incidere sull’utilizzo dei veicoli più datati, e la pressione europea sui livelli di emissione resta.
Questo non significa che tutti debbano cambiare auto immediatamente. Significa però che, prima di acquistare o decidere di tenere a lungo un veicolo, vale la pena considerare anche le limitazioni future e il territorio in cui verrà utilizzato.
Il Noleggio Lungo Termine può essere una delle alternative da valutare: canone definito, servizi previsti dal contratto, veicolo recente e possibilità di rivedere la propria scelta al termine del periodo concordato.
Se vivi in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna o Piemonte, o se ti sposti spesso verso le grandi città del Nord Italia, l’anno guadagnato è il momento giusto per ragionare non soltanto sul prezzo dell’auto, ma anche sulla sua effettiva libertà di utilizzo nel tempo.
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Domande frequenti sul blocco Diesel Euro 5
Il blocco dei diesel Euro 5 è scattato il 1° ottobre 2026?
No. Il decreto-legge n. 167 del 28 settembre 2026 ha spostato il termine al 1° ottobre 2027. Il blocco strutturale non si applica quindi in nessuna delle quattro Regioni del Bacino padano, Lombardia compresa.
Anche in Lombardia il blocco è stato rinviato?
Sì. La Lombardia era rimasta l’unica Regione con il blocco confermato dal 1° ottobre 2026 nelle aree urbane di Milano, Brescia, Monza e Bergamo. Il decreto nazionale ha spostato l’avvio al 1° ottobre 2027.
Il rinvio è già efficace?
Sì. Il decreto-legge n. 167 del 28 settembre 2026 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 225 del 28 settembre 2026 ed è in vigore. In Lombardia resta però da aggiornare la delibera di Giunta regionale che dispone la limitazione: conviene verificare la situazione sul sito di Regione Lombardia prima di circolare nelle aree interessate.
Il rinvio riguarda anche furgoni e veicoli commerciali?
Sì. La proroga interessa le autovetture e i veicoli commerciali delle categorie N1, N2 e N3 alimentati a gasolio e classificati Euro 5.
Il rinvio è definitivo?
Non ancora. Un decreto-legge deve essere convertito in legge dal Parlamento entro sessanta giorni dalla pubblicazione e il testo può essere modificato durante l’iter. Vale quindi la pena verificare gli aggiornamenti nelle settimane successive, soprattutto se si stanno prendendo decisioni sull’acquisto o sulla sostituzione del veicolo.
Con il rinvio posso circolare ovunque senza limiti?
No. Restano in vigore le limitazioni già attive sulle classi ambientali precedenti, le ZTL e le aree a traffico limitato dei singoli Comuni, come Area B e Area C a Milano, e i provvedimenti emergenziali antismog che in alcune Regioni coinvolgono anche gli Euro 5 nei giorni di allerta.
Quali auto sono considerate Euro 5?
Per le autovetture, il tema riguarda i veicoli diesel di classe ambientale Euro 5. Molti sono stati immatricolati indicativamente tra il 2011 e il 2015, ma l’anno non basta per identificarli con certezza: conviene verificare la classe sul libretto, generalmente al campo V.9, oppure tramite targa sul Portale dell’Automobilista.
Cosa avevano deciso le Regioni prima del decreto?
Il Piemonte aveva superato il blocco strutturale a luglio con l’aggiornamento del Piano regionale per la qualità dell’aria, evitando la limitazione per oltre 307.000 veicoli. L’Emilia-Romagna lo aveva sospeso l’11 settembre con un pacchetto di misure alternative. Il Veneto aveva approvato il rinvio al 2027 con il voto del Consiglio regionale del 15 settembre. Restava la sola Lombardia, allineata poi dal decreto nazionale.
Con MoVe-In posso entrare in Area B a Milano?
Sì, Area B dispone di una specifica integrazione con MoVe-In. I veicoli ammessi al servizio possono utilizzare la deroga chilometrica nel rispetto della soglia prevista per Area B e delle relative condizioni. L’adesione a MoVe-In non autorizza invece automaticamente l’accesso ad altre discipline viabilistiche, come Area C, aree pedonali o corsie riservate.
Posso trasformare il mio Euro 5 in Euro 6?
Non esiste una conversione universale valida per qualsiasi diesel Euro 5. Esistono sistemi retrofit e trasformazioni omologate per specifici veicoli, ma l’installazione di un dispositivo non comporta automaticamente la riclassificazione del veicolo come Euro 6. Prima di procedere bisogna verificare omologazione, compatibilità con il modello, eventuale aggiornamento della carta di circolazione e riconoscimento dell’intervento ai fini delle limitazioni locali.
Conviene cambiare auto adesso?
Il rinvio concede un anno in più per decidere senza fretta. La valutazione dipende da dove vivi, da quanti chilometri percorri, dalle città che frequenti e dal valore attuale della tua auto: conviene confrontare il costo di mantenimento del veicolo, eventuali interventi realmente omologati, valore residuo e manutenzione futura con il costo di un veicolo più recente, acquistato o utilizzato tramite una formula come il Noleggio Lungo Termine.