Diesel sopra i 2 euro: quanto costa fare 1.000 km e quale alimentazione conviene


Diesel sopra i 2 euro: quanto costa fare 1.000 km e quale alimentazione conviene

Il gasolio ha superato la soglia dei 2 euro al litro in alcune aree italiane. Abbiamo confrontato il costo di 1.000 km con un’auto diesel, benzina, full hybrid, plug-in hybrid ed elettrica, considerando consumi realistici e diverse modalità di ricarica.

Articolo aggiornato al 17 luglio 2026

Il prezzo del diesel è tornato sopra i 2 euro al litro in alcune zone d’Italia, riaprendo il dibattito sulla convenienza delle diverse alimentazioni.

Secondo i dati giornalieri del Ministero delle Imprese e del Made in Italy riportati il 15 luglio, il prezzo medio regionale del gasolio sulla rete ordinaria ha raggiunto 2,051 euro al litro a Bolzano, 2,039 euro in Sicilia e 2,038 euro in Friuli-Venezia Giulia.

Anche la benzina è aumentata: tra i valori regionali più elevati sono stati segnalati 1,935 euro al litro a Bolzano, 1,918 euro in Sicilia e 1,916 euro in Basilicata.

Il diesel non costa più di 2 euro in tutta Italia

I prezzi variano in base alla regione, al singolo distributore, alla modalità servito o self-service e al tipo di rete, ordinaria oppure autostradale.

Il superamento della soglia dei 2 euro in alcune aree è però sufficiente per spingere molti automobilisti a domandarsi se il diesel sia ancora conveniente e quanto cambino realmente i costi rispetto a benzina, ibrido ed elettrico.

2,051 €/l Prezzo indicato a Bolzano
2,039 €/l Prezzo indicato in Sicilia
2,038 €/l Prezzo indicato in Friuli-Venezia Giulia

Quanto costa oggi un pieno di diesel

Con un prezzo di riferimento di 2,04 euro al litro, utilizzato nelle simulazioni di questo articolo, un pieno di gasolio costa:

  • 81,60 euro con un serbatoio da 40 litri;
  • 102 euro con un serbatoio da 50 litri;
  • 122,40 euro con un serbatoio da 60 litri.

Per la benzina abbiamo, invece, considerato un prezzo indicativo di 1,93 euro al litro. Un pieno da 50 litri costerebbe quindi 96,50 euro.

Il prezzo al litro non racconta tutto

Un motore diesel consuma generalmente meno carburante di un equivalente motore a benzina, mentre per ibride ed elettriche entrano in gioco il tipo di percorso e la possibilità di ricaricare regolarmente.

Quanto costa fare 1.000 km: le ipotesi

Per rendere il confronto comprensibile abbiamo preso come riferimento automobili di dimensioni comparabili, appartenenti indicativamente al segmento delle berline compatte o dei crossover.

Le simulazioni utilizzano questi valori:

  • benzina a 1,93 euro al litro;
  • diesel a 2,04 euro al litro;
  • energia domestica a 0,30 euro per kWh;
  • ricarica pubblica rapida a 0,65 euro per kWh;
  • percorso misto tra città, strade extraurbane e autostrada.

I consumi considerati sono indicativi e non rappresentano uno specifico modello:

  • auto a benzina: 6,5 litri ogni 100 km;
  • auto diesel: 5,2 litri ogni 100 km;
  • full hybrid: 4,8 litri di benzina ogni 100 km;
  • plug-in hybrid ricaricata regolarmente: 15 kWh e 2 litri di benzina ogni 100 km;
  • auto elettrica: 18 kWh ogni 100 km.
I consumi reali possono essere differenti

I risultati possono cambiare sensibilmente in base al modello, alla velocità, alla temperatura, al traffico, allo stile di guida e alla percentuale di chilometri percorsi in città o in autostrada.

Il confronto dei costi su 1.000 km

Applicando i prezzi e i consumi indicati, la spesa stimata è la seguente.

Alimentazione Consumo considerato Costo per 100 km Costo per 1.000 km
Benzina 6,5 l/100 km 12,55 euro 125,45 euro
Diesel 5,2 l/100 km 10,61 euro 106,08 euro
Full hybrid 4,8 l/100 km 9,26 euro 92,64 euro
Plug-in hybrid ricaricata 15 kWh + 2 l/100 km 8,36 euro 83,60 euro
Elettrica con ricarica domestica 18 kWh/100 km 5,40 euro 54 euro
Elettrica con ricarica rapida 18 kWh/100 km 11,70 euro 117 euro
Che cosa comprende il confronto

La tabella considera esclusivamente il costo dell’energia necessaria per viaggiare. Non comprende il prezzo o il canone dell’automobile, l’assicurazione, la manutenzione, gli pneumatici e l’eventuale installazione di una wallbox.

Diesel sopra i 2 euro: è ancora conveniente?

Nonostante il prezzo superiore ai 2 euro al litro in alcune aree, nella nostra simulazione il diesel continua a costare meno della benzina.

Su 1.000 km, la differenza è di circa:

  • 19 euro in meno rispetto alla benzina;
  • 13 euro in più rispetto alla full hybrid;
  • 22 euro in più rispetto a una plug-in utilizzata correttamente;
  • 52 euro in più rispetto a un’elettrica ricaricata a casa.

La convenienza del diesel dipende però dal tipo di utilizzo.

Può essere ancora una scelta valida per chi:

  • percorre molti chilometri ogni anno;
  • viaggia frequentemente in autostrada;
  • affronta lunghe percorrenze a velocità costante;
  • non dispone di un punto di ricarica;
  • utilizza regolarmente l’automobile per lavoro.

È meno adatto a chi percorre prevalentemente brevi tragitti urbani. Un utilizzo fatto quasi esclusivamente di avviamenti a freddo e spostamenti di pochi chilometri può infatti non essere ideale per i moderni sistemi di trattamento dei gas di scarico dei motori diesel.

Bisogna inoltre considerare eventuali limitazioni locali alla circolazione, soprattutto se si sta valutando un’automobile usata o destinata a essere mantenuta per molti anni.

Quando conviene ancora un’auto a benzina

Nel confronto sul solo carburante, la benzina è l’alimentazione più costosa della nostra simulazione.

Ciò non significa che sia sempre la scelta sbagliata.

Un’auto a benzina può essere adatta a chi:

  • percorre pochi chilometri ogni anno;
  • utilizza l’automobile in modo occasionale;
  • alterna città e brevi percorrenze extraurbane;
  • non può ricaricare un veicolo elettrificato;
  • preferisce una tecnologia relativamente semplice.

Il maggiore costo per chilometro può pesare meno per chi percorre, per esempio, 5.000 o 7.000 km all’anno rispetto a chi ne percorre 25.000.

La scelta non deve quindi basarsi soltanto sul prezzo del pieno, ma sul rapporto tra chilometraggio annuale, consumi e costo complessivo del veicolo.

Full hybrid: una soluzione efficace soprattutto in città

La full hybrid non deve essere collegata a una presa. La batteria viene ricaricata attraverso il motore termico e il recupero dell’energia nelle fasi di rallentamento e frenata.

Nel nostro esempio, con un consumo di 4,8 litri ogni 100 km, il costo per percorrere 1.000 km è di circa 92,64 euro.

Il vantaggio rispetto a benzina e diesel tende a essere maggiore:

  • nel traffico urbano;
  • sui percorsi con frequenti rallentamenti;
  • quando il sistema può sfruttare spesso il motore elettrico;
  • con uno stile di guida regolare.

In autostrada, dove l’automobile procede a velocità relativamente costante, il vantaggio dell’ibrido può ridursi. In queste condizioni un diesel efficiente può mantenere consumi molto competitivi.

La full hybrid è quindi una delle alternative più equilibrate per chi non può installare una wallbox, ma utilizza frequentemente l’auto in città e su percorsi misti.

Plug-in hybrid: conveniente se viene ricaricata

La plug-in hybrid combina un motore termico con una batteria più grande di quella utilizzata sulle full hybrid. Può percorrere una parte significativa degli spostamenti usando soltanto l’energia elettrica, ma deve essere collegata regolarmente a una presa o a una wallbox.

Nella nostra simulazione abbiamo considerato:

  • 15 kWh di energia elettrica ogni 100 km;
  • 2 litri di benzina ogni 100 km;
  • energia domestica a 0,30 euro per kWh;
  • benzina a 1,93 euro al litro.

La spesa stimata è di 83,60 euro ogni 1.000 km.

Il risultato cambia radicalmente se la batteria non viene ricaricata. Una plug-in è generalmente più pesante di un’auto tradizionale a causa della presenza della batteria e dei due sistemi di propulsione.

Una plug-in scarica può perdere gran parte dei vantaggi

Guidarla quasi sempre con la batteria scarica può portare a consumi vicini, o in alcuni casi superiori, a quelli di un’auto a benzina comparabile.

La plug-in può essere indicata per chi:

  • dispone di una presa o di una wallbox;
  • ricarica frequentemente;
  • percorre ogni giorno distanze compatibili con l’autonomia elettrica;
  • alterna tragitti quotidiani brevi e viaggi più lunghi;
  • utilizza realmente entrambe le componenti della motorizzazione.

Senza una ricarica regolare, il vantaggio economico rischia invece di ridursi notevolmente.

Auto elettrica: il costo dipende da dove si ricarica

Nella simulazione, l’auto elettrica è la soluzione meno costosa quando viene ricaricata a casa.

Con un consumo di 18 kWh ogni 100 km e un costo dell’energia di 0,30 euro per kWh, percorrere 1.000 km costa circa 54 euro.

Rispetto alle altre alimentazioni, il risparmio teorico è di:

  • circa 71 euro rispetto alla benzina;
  • circa 52 euro rispetto al diesel;
  • quasi 39 euro rispetto alla full hybrid.

Il risultato cambia usando prevalentemente colonnine pubbliche rapide.

Con un prezzo simulato di 0,65 euro per kWh, la stessa auto spenderebbe circa 117 euro per 1.000 km. Il costo diventerebbe quindi superiore a quello del diesel e vicino a quello di un’automobile a benzina efficiente.

Questo dimostra perché la possibilità di ricaricare a casa o sul posto di lavoro rappresenti uno degli elementi più importanti nella valutazione di un’auto elettrica.

Chi dipende esclusivamente dalle colonnine pubbliche deve confrontare attentamente:

  • prezzi dei diversi operatori;
  • eventuali abbonamenti;
  • potenza della colonnina;
  • tempi di ricarica;
  • frequenza dei viaggi lunghi.

Quanto incide un aumento di 10 centesimi al litro

Un aumento di pochi centesimi può sembrare limitato osservando il prezzo di un singolo litro, ma diventa più significativo su un intero anno.

Consideriamo un’automobile che percorre 15.000 km all’anno.

Diesel

Con un consumo di 5,2 litri ogni 100 km servono circa 780 litri di gasolio all’anno. Un rincaro di 10 centesimi comporta una maggiore spesa di circa 78 euro.

Benzina

Con un consumo di 6,5 litri ogni 100 km servono circa 975 litri all’anno. Lo stesso rincaro aumenta la spesa di circa 97,50 euro.

Il peso dei rincari aumenta quindi con il chilometraggio e con il consumo dell’automobile.

Quale alimentazione conviene davvero?

Non esiste un’alimentazione migliore in assoluto. La scelta dipende dalle condizioni in cui verrà utilizzato il veicolo.

Diesel

Può convenire a chi percorre molti chilometri, soprattutto in autostrada e sulle lunghe distanze. Il prezzo elevato del carburante viene in parte compensato dai consumi contenuti.

Benzina

È adatta soprattutto a chilometraggi contenuti e a chi cerca un’automobile semplice da utilizzare senza necessità di ricarica.

Full hybrid

Può essere una soluzione efficace per città e percorsi misti, senza l’obbligo di collegare l’auto a una presa.

Plug-in hybrid

Ha senso quando viene ricaricata con regolarità. Utilizzarla sempre con la batteria scarica può annullare gran parte dei vantaggi.

Elettrica

È particolarmente conveniente per chi può ricaricare a casa o sul posto di lavoro. Affidarsi soltanto alle colonnine rapide può aumentare sensibilmente il costo per chilometro.

Il prezzo del carburante non è l’unico costo dell’auto

Il confronto tra alimentazioni non dovrebbe fermarsi alla spesa necessaria per percorrere 1.000 km.

Nel costo complessivo di un’automobile rientrano anche:

  • prezzo di acquisto o canone mensile;
  • svalutazione;
  • assicurazione;
  • manutenzione ordinaria e straordinaria;
  • pneumatici;
  • possibili riparazioni;
  • interessi di un eventuale finanziamento;
  • futura rivendita.

Un’auto con un costo energetico più basso non è necessariamente la più conveniente se ha un prezzo iniziale molto superiore o non è adatta alle reali abitudini dell’automobilista.

Per questo è utile partire dai chilometri annuali, dalla tipologia di percorso e dalla possibilità di ricarica, anziché scegliere solamente in base al prezzo del carburante del momento.

Trova l’alimentazione più adatta

Noleggio Lungo Termine: scegliere l’auto in base al proprio utilizzo

Il rincaro di benzina e diesel rende ancora più importante scegliere un’automobile coerente con le proprie percorrenze.

Con il Noleggio Lungo Termine è possibile configurare durata, chilometraggio e anticipo in base alle proprie necessità, utilizzando l’auto attraverso un canone mensile che comprende servizi come assicurazione, manutenzione e assistenza.

Carburante ed energia per la ricarica rimangono normalmente a carico dell’utilizzatore, ma il NLT permette di rendere più prevedibili molte delle altre spese legate alla gestione dell’automobile.

La formula consente inoltre di evitare il problema della futura rivendita e del valore residuo, particolarmente rilevante in una fase in cui motorizzazioni, normative e tecnologie stanno cambiando rapidamente.

Percorri molti chilometri e vuoi capire se per te è più adatta un’auto diesel, full hybrid, plug-in o elettrica?

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Domande frequenti

Il diesel costa più di 2 euro in tutta Italia?

No. La soglia dei 2 euro è stata superata in alcune aree e per alcune quotazioni regionali, ma il prezzo varia in base alla zona, al distributore e alla modalità di rifornimento.

Con il diesel a 2 euro conviene ancora comprare o noleggiare un’auto diesel?

Può ancora convenire a chi percorre molti chilometri, soprattutto su strade extraurbane e autostrade. Per chi utilizza l’auto prevalentemente in città possono essere più adatte altre alimentazioni.

Quanto costa fare 1.000 km con un’auto diesel?

Nella nostra simulazione, con un consumo di 5,2 litri ogni 100 km e gasolio a 2,04 euro al litro, il costo è di circa 106 euro.

L’auto elettrica è sempre la più economica?

Non necessariamente. È molto conveniente quando viene ricaricata a casa a una tariffa favorevole. Utilizzando principalmente colonnine pubbliche rapide, il costo può avvicinarsi a quello di benzina e diesel.

Una plug-in hybrid conviene senza wallbox?

È possibile ricaricarla anche attraverso altre soluzioni compatibili, ma la convenienza dipende dalla possibilità di effettuare ricariche frequenti. Usarla regolarmente con la batteria scarica può aumentare notevolmente i consumi.


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