Dal 12 luglio sono operative le nuove regole nazionali sull’omologazione, la taratura e la verifica dei dispositivi per il controllo della velocità. Circa 850 apparecchi devono essere spenti, mentre oltre 3.000 possono continuare a funzionare. Questo, però, non annulla automaticamente tutte le multe già ricevute.
Articolo aggiornato al 17 luglio 2026
Dal 12 luglio 2026 sono entrate in vigore le nuove regole per gli autovelox, introdotte con l’obiettivo di definire requisiti e procedure nazionali per l’omologazione, la taratura e le verifiche di funzionalità dei dispositivi.
La conseguenza più immediata riguarda lo spegnimento di circa 850 apparecchi non in possesso dei requisiti richiesti. Secondo i dati riportati dopo l’entrata in vigore del provvedimento, circa 3.150 dispositivi possono invece continuare a operare regolarmente.
Le nuove regole in breve
La risposta non è uguale per tutti i verbali. La nuova disciplina non determina una cancellazione generalizzata delle sanzioni e non autorizza a ignorare una multa. Occorre verificare la data della rilevazione, il modello utilizzato e la documentazione relativa all’apparecchio.
Che cosa cambia per gli autovelox dal 12 luglio 2026
Il nuovo provvedimento stabilisce un quadro tecnico nazionale per:
- l’omologazione dei prototipi;
- la taratura periodica;
- le verifiche di funzionalità;
- l’identificazione degli apparecchi;
- la documentazione necessaria per mantenerli operativi;
- il controllo dei dispositivi già installati.
Un autovelox che non supera le verifiche previste deve essere disattivato e può tornare in funzione soltanto dopo aver ottenuto una nuova certificazione con esito positivo.
Le nuove regole intervengono su un problema che per anni ha generato interpretazioni differenti, ricorsi e decisioni giudiziarie contrastanti: la distinzione tra apparecchio semplicemente approvato e apparecchio effettivamente omologato.
Perché sono stati spenti circa 850 dispositivi
Non tutti gli autovelox presenti sul territorio italiano disponevano della stessa documentazione tecnica.
Il censimento nazionale ha permesso di raccogliere informazioni come:
- tipologia del dispositivo;
- marca e modello;
- provvedimento di approvazione;
- anno di approvazione;
- ente che utilizza l’apparecchio;
- conformità ai requisiti previsti.
All’inizio del 2026 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva comunicato che, su circa 11.000 dispositivi informalmente rilevati in Italia, soltanto 3.800 erano stati registrati sulla piattaforma nazionale. Poco più di mille rientravano allora nei requisiti per il riconoscimento automatico previsto dal decreto in preparazione.
Con l’entrata in vigore delle nuove disposizioni, circa 850 apparecchi sono risultati privi dei requisiti necessari per continuare a rilevare infrazioni.
Alcuni apparecchi potrebbero tornare in funzione dopo la verifica della documentazione, l’adeguamento tecnico e il completamento dell’iter previsto.
Approvazione e omologazione: qual è la differenza?
È il punto centrale dell’intera vicenda.
Autorizza l’impiego di un determinato tipo di apparecchiatura sulla base della documentazione e delle caratteristiche presentate.
Certifica la corrispondenza del dispositivo ai requisiti tecnici stabiliti per quella categoria di strumenti.
Per molto tempo le due procedure sono state considerate sostanzialmente equivalenti nella prassi amministrativa. Nel 2024, però, la Corte di Cassazione ha affermato che approvazione e omologazione non possono essere sovrapposte, aprendo la strada a numerosi ricorsi contro le sanzioni elevate con apparecchi soltanto approvati.
Il nuovo decreto nasce proprio per definire le procedure di omologazione che mancavano e ridurre l’incertezza.
Che cosa succede agli autovelox approvati dopo il 2017
Una parte dei dispositivi già approvati sulla base del quadro tecnico introdotto nel 2017 può beneficiare del riconoscimento previsto dal nuovo decreto.
Tra i modelli indicati dalle prime ricostruzioni figurano apparecchi molto diffusi, come alcune versioni di:
- Tutor;
- Autovelox 106;
- Vergilius Plus;
- Velocar.
Per questi strumenti il passaggio al nuovo regime può avvenire attraverso una procedura automatica o semplificata, accompagnata dall’aggiornamento dei dati identificativi e dalle verifiche periodiche previste.
Non significa che qualsiasi apparecchio costruito o installato dopo il 2017 sia automaticamente regolare. Il modello deve rientrare nelle categorie e nei provvedimenti contemplati dalla nuova disciplina.
Che cosa succede ai dispositivi più vecchi
Per gli apparecchi approvati prima del quadro tecnico del 2017 il percorso può essere più complesso.
Sono previste, a seconda dei casi:
- integrazioni documentali;
- controlli sui test già effettuati;
- verifiche tecniche sul prototipo;
- nuove prove di laboratorio;
- un procedimento ordinario di omologazione;
- eventuale adeguamento del dispositivo.
Se la documentazione o le prove non sono sufficienti, l’apparecchio non può essere utilizzato fino alla conclusione positiva dell’iter.
Non tutti gli autovelox precedenti al 2017 sono quindi automaticamente inutilizzabili, ma non possono neppure essere considerati regolari senza le verifiche richieste.
Taratura e omologazione non sono la stessa cosa
Un dispositivo può appartenere a un modello omologato e, allo stesso tempo, non essere utilizzabile perché non è stato sottoposto alla taratura periodica.
La taratura serve a verificare che il singolo apparecchio continui a misurare correttamente la velocità dopo l’installazione e durante il suo utilizzo.
La Corte costituzionale, con la sentenza numero 113 del 2015, ha dichiarato illegittima la normativa nella parte in cui non imponeva verifiche periodiche di funzionalità e taratura per tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità. La Corte ha sottolineato che qualsiasi strumento di misura può subire variazioni dovute a invecchiamento, urti, vibrazioni e condizioni ambientali.
- l’omologazione;
- la taratura in corso di validità;
- le verifiche di funzionalità;
- l’installazione;
- l’utilizzo secondo le modalità autorizzate.
Le multe ricevute prima del 12 luglio sono annullate?
Lo spegnimento di un dispositivo non cancella in modo generalizzato tutte le sanzioni che ha rilevato in passato.
Occorre distinguere almeno tre situazioni.
Se era omologato, tarato e utilizzato correttamente, le nuove regole non costituiscono da sole un motivo per annullare il verbale.
Può esistere un motivo di contestazione, ma l’esito dipende dalla data, dal modello, dalla documentazione e dalla valutazione dell’autorità competente.
La nuova disciplina non prevede rimborsi automatici né la riapertura generalizzata dei verbali non contestati nei termini.
Una sanzione non può quindi essere semplicemente ignorata perché il dispositivo è stato successivamente spento.
Il nuovo decreto rende valide tutte le vecchie multe?
Anche in questo caso, la risposta è no.
Il nuovo decreto regola soprattutto il funzionamento e l’omologazione dei dispositivi nel nuovo quadro tecnico. Non trasforma automaticamente in regolari tutte le rilevazioni effettuate in passato.
Le controversie già avviate e le sanzioni relative a periodi precedenti devono essere esaminate considerando:
- le norme vigenti alla data dell’infrazione;
- gli orientamenti giurisprudenziali applicabili;
- il provvedimento relativo al modello;
- la taratura del singolo apparecchio;
- la documentazione prodotta dall’amministrazione.
Secondo le prime analisi del provvedimento, la nuova disciplina non chiude automaticamente i procedimenti già pendenti e non elimina ogni possibile dubbio sull’efficacia delle precedenti approvazioni.
Come verificare la regolarità di un autovelox
Il primo documento da controllare è il verbale ricevuto.
- data e ora dell’accertamento;
- strada e chilometro;
- limite di velocità applicato;
- velocità rilevata;
- velocità considerata dopo la tolleranza;
- marca e modello dell’apparecchio, quando indicati;
- estremi del provvedimento di approvazione o omologazione;
- data dell’ultima taratura;
- modalità automatica o con presenza degli agenti.
Se le informazioni non sono sufficienti, è possibile chiedere all’ente accertatore l’accesso alla documentazione pertinente.
Tra i documenti rilevanti possono rientrare:
- decreto di omologazione del modello;
- certificato di taratura valido alla data dell’infrazione;
- verbale della verifica di funzionalità;
- documentazione relativa all’installazione;
- immagini della rilevazione;
- provvedimento che autorizza il controllo automatico senza contestazione immediata;
- documentazione sulla segnalazione della postazione.
La presenza nel censimento può essere un’informazione importante, ma non sostituisce necessariamente la verifica dell’omologazione, della taratura e dell’utilizzo del singolo apparecchio.
Quando una multa può essere contestata
Tra le circostanze che potrebbero giustificare un approfondimento rientrano:
- dispositivo privo dell’omologazione richiesta;
- certificato di taratura scaduto o non prodotto;
- apparecchio non identificabile dal verbale e dalla documentazione;
- mancata corrispondenza tra modello utilizzato e provvedimento indicato;
- utilizzo del dispositivo con modalità differenti da quelle autorizzate;
- assenza della documentazione sulla verifica di funzionalità;
- problemi relativi alla segnalazione o alla visibilità della postazione;
- errori nella targa, nel luogo, nella data o nella velocità riportata;
- mancato rispetto delle regole sulla notificazione.
Può però rendere opportuno richiedere la documentazione e valutare attentamente il singolo caso.
Non basta dire che l’autovelox è stato spento
Un ricorso non dovrebbe basarsi soltanto su notizie generiche lette online.
Per esempio, non è sufficiente affermare che:
- in Italia sono stati spenti 850 autovelox;
- il dispositivo sembra vecchio;
- l’apparecchio non compare in una mappa non ufficiale;
- molti altri automobilisti hanno contestato multe simili;
- l’autovelox è stato disattivato dopo l’infrazione.
È necessario collegare l’irregolarità al dispositivo che ha effettivamente rilevato la violazione e alla data del verbale.
Posso non pagare la multa mentre faccio le verifiche?
Il verbale indica i termini e l’autorità davanti alla quale è possibile presentare opposizione.
Lasciare scadere i termini senza pagare né proporre ricorso può comportare l’aumento dell’importo e l’avvio delle successive procedure di riscossione.
Prima di contestare una sanzione è inoltre importante valutare:
- importo della multa;
- conseguenze sulla patente;
- solidità dei motivi;
- documentazione disponibile;
- costi e rischi della procedura.
Per i casi più complessi è prudente rivolgersi a un professionista o a un’associazione specializzata. Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità informative e non sostituiscono una consulenza legale.
Gli autovelox devono essere segnalati?
Le postazioni per il controllo della velocità devono essere preventivamente segnalate e visibili secondo le disposizioni applicabili.
Il nuovo quadro non elimina questi obblighi e non autorizza controlli nascosti o privi della segnalazione prevista.
Bisogna però distinguere la segnalazione della presenza del controllo dalla sua esatta distanza. La correttezza va valutata in base:
- al tipo di strada;
- alla postazione fissa o mobile;
- alla presenza di intersezioni;
- alla modalità di rilevazione;
- alle disposizioni applicabili a quel tratto.
Anche in questo caso, una fotografia o una ricostruzione precisa del luogo è più utile di una contestazione generica.
Tutor e autovelox funzionano nello stesso modo?
No.
Misura generalmente la velocità istantanea del veicolo in un determinato punto.
Rileva il passaggio del mezzo in due punti e calcola la velocità media mantenuta lungo il tratto compreso tra i portali.
Entrambi devono rispettare i requisiti tecnici e le procedure previste per la specifica modalità di funzionamento. Alcuni sistemi Tutor rientrano tra le tipologie interessate dal riconoscimento previsto dal nuovo regime.
Che cosa cambia concretamente per gli automobilisti
Per chi guida, il principale effetto delle nuove regole dovrebbe essere una maggiore possibilità di verificare:
- quale dispositivo ha registrato l’infrazione;
- se il modello è omologato;
- se la taratura è valida;
- se l’apparecchio è presente nel censimento;
- se ha superato le verifiche periodiche;
- se viene utilizzato secondo le modalità autorizzate.
Questo non rende meno importanti i limiti di velocità. L’obiettivo dichiarato della nuova disciplina è rendere più affidabili e verificabili gli strumenti utilizzati per farli rispettare.
Autovelox e Noleggio Lungo Termine: chi paga la multa?
Il Noleggio Lungo Termine non cambia la responsabilità per le infrazioni commesse durante la guida.
Quando una violazione viene rilevata senza contestazione immediata, il primo destinatario della comunicazione può essere la società proprietaria del veicolo. Questa individua l’utilizzatore al quale l’auto era affidata e trasmette le informazioni necessarie secondo la procedura prevista.
La sanzione rimane normalmente a carico del conducente o dell’utilizzatore responsabile. Il contratto può inoltre prevedere costi amministrativi per la gestione e la rinotifica delle multe.
Per questo è sempre importante:
- mantenere aggiornati i dati associati al contratto;
- controllare tempestivamente le comunicazioni ricevute;
- non confondere il canone di noleggio con le sanzioni stradali;
- rispettare i termini indicati nel verbale;
- comunicare i dati del conducente quando richiesto.
Un’auto recente può aiutare a rispettare i limiti
Le automobili più recenti dispongono spesso di sistemi che possono aiutare il conducente nella gestione della velocità, come riconoscimento dei segnali stradali, avviso di superamento del limite, limitatore di velocità, cruise control, cruise control adattivo e Intelligent Speed Assistance.
Queste tecnologie non sostituiscono l’attenzione del conducente e non eliminano la responsabilità in caso di infrazione. Possono però offrire un supporto utile, soprattutto sui lunghi viaggi e nei tratti in cui i limiti cambiano frequentemente.
Con il Noleggio Lungo Termine è possibile utilizzare un veicolo recente senza gestire direttamente acquisto, futura rivendita e svalutazione. Il canone comprende i servizi previsti dall’offerta, come assicurazione, manutenzione e assistenza, mentre durata, chilometraggio e anticipo possono essere configurati in base alle proprie necessità.
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Richiedi un preventivo personalizzatoDomande frequenti
Dal 12 luglio 2026 tutti gli autovelox vecchi sono stati spenti?
No. Sono stati disattivati i dispositivi che non soddisfano i requisiti richiesti. Alcuni apparecchi più datati possono tornare operativi dopo aver completato positivamente le verifiche e l’iter previsto.
Quanti autovelox sono stati spenti?
Le informazioni diffuse dopo l’entrata in vigore delle nuove regole indicano circa 850 dispositivi da disattivare e circa 3.150 apparecchi in grado di continuare a funzionare.
Le multe precedenti al 12 luglio sono automaticamente annullate?
No. Ogni sanzione deve essere valutata considerando la data dell’infrazione, il dispositivo utilizzato, l’omologazione, la taratura e la documentazione disponibile.
Approvazione e omologazione sono la stessa cosa?
No. La Cassazione ha chiarito che si tratta di procedure differenti e che la semplice approvazione non può essere automaticamente equiparata all’omologazione.
Un autovelox omologato deve essere anche tarato?
Sì. Omologazione e taratura hanno funzioni diverse. Anche un modello omologato deve superare le verifiche periodiche di funzionalità e taratura.
Posso ignorare una multa rilevata da un autovelox successivamente spento?
No. Il verbale deve essere pagato oppure contestato seguendo le procedure e i termini indicati. Lo spegnimento successivo non produce automaticamente l’annullamento.
Come posso sapere quale autovelox ha rilevato la multa?
Bisogna controllare il verbale e, se necessario, richiedere all’ente accertatore la documentazione relativa al dispositivo, all’omologazione, alla taratura e alla verifica di funzionalità.